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In vitro le piante del futuro, la rivoluzione parte dal Cesenate

Pochi sanno che nella campagna cesenate, nel cuore dell’Emilia-Romagna si costruiscono le piante del futuro.
E finché non si arriva dentro le serre, che da fuori sembrano in tutto e per tutto serre normali, di quelle da frutta e verdura, non ci rende conto dell’importanza del luogo.
La Vitroplant Italia è una società agricola nata nel 1979 grazie a Gilberto e Giuseppe Zuccherelli e fa parte del Sistema Agroalimentare Orogel.
La società opera nel settore del vivaismo frutticolo e orticolo a livello internazionale: in Europa, Asia, Sudafrica e in particolare nelle aree geografiche che si affacciano sul Mediterraneo, dove sono state create le società miste Vitroplant Tunisia in Tunisia e Vitroplant Algérie in Algeria. È un’importante realtà in grado di seguire tutta la filiera produttiva, dalla piantina «in vitro» fino al vivaio.La ricerca, principalmente interna e autofinanziata, è un tassello cruciale per tutta l’attività. In sinergia con il comparto commerciale, il settore Ricerca e Sviluppo dell’azienda ha permesso l’adeguamento e il costante miglioramento delle tecnologie produttive, insieme ad un ampiamento dell’offerta di prodotti di qualità. Punto di forza di Vitroplant Italia è la moltiplicazione «in vitro», detta anche «micropropagazione», che ha dimostrato la sua fondamentale importanza per l’affermazione del vivaismo moderno. La propagazione «in vitro» o «micropropagazione», è una tecnica di propagazione vegetativa, effettuata in sterilità, che consente di propagare velocemente e in grande quantità le specie vegetali.
«Con questo sistema si ottengono piantine radicate, uniformi sotto il profilo morfologico e identiche dal punto di vista genetico. Grazie a questa tecnica è possibile moltiplicare varietà auto radicate e piante difficili da propagare con i metodi tradizionali. La coltura in vitro rappresenta un mezzo molto potente al servizio del vivaismo e della certificazione genetico-sanitaria, poiché consente di ottenere materiale vegetale con inalterate caratteristiche di sanità e purezza genetica», spiega Katiuscia Zuccherelli, microbiologa, che dirige i laboratori di Vitroplant. Al suo fianco c’è ancora Giuseppe Zuccherelli, che è stato, dopo la prematura scomparsa del fratello, un pioniere nel settore.Vitroplant Italia ha per prima ottenuto e diffuso portainnesti micropropagati Certificati Virus-Esenti, ha inoltre prodotto e diffuso, previa sperimentazione agronomica, le prime piante di kiwi, pero, pesco, albicocco e vite autoradicate. Vitroplant, con i propri progetti di miglioramento genetico ha ottenuto prodotti che hanno avuto una vasta diffusione quali l’Actinidia K, l’impollinatore P1, l’unico portainnesto clonale D1 e selezioni di carciofo tra cui il Romanesco C3A Plus, il Super-Romanesco Apollo, ma anche molte altre selezioni che abitualmente portiamo in tavola, senza sapere il lungo lavoro di ricerca dal seme, alla pianta, fatto in queste serre di ultimissima generazione. Sono in sperimentazione, per esempio. nuove selezioni di Actinidia chinensis, Actinidia deliciosa e Actinidia arguta, vite e carciofo ottenute sempre nella sede della Vitroplant. Attualmente si lavora per il miglioramento delle tecniche per la radicazione e sperimentazione agronomica per la diffusione commerciale di noce, ulivo, castagno, albicocco e piante da biomassa. Attualmente a guidare la società c’è Gerardo Grilli, il direttore, conosciuto nel mondo come «l’uomo delle piantine», perché proprio lui a diffondere le piante «salubri» nel mondo.A Katiuscia Zuccherelli, e al suo team, formato principalmente da donne, a dimostrazione che ricerca e innovazione sono luoghi nei quali le donne trovano oggi ampi spazi, è demandata la ricerca nel settore. Una ricerca che ha molto a che vedere col futuro dell’alimentazione. Perché è qui che si costruiscono piante resistenti ai patogeni e, appunto, salubri. L’azienda è costituita da tre aree di produzione: laboratorio di micropropagazione che è il cuore di tutta l’attività vivaistica, serre dove le piantine vengono ambientate e vivaio per la produzione degli astoni innestati o autoradicati da vivaio a radice nuda, portainnesti da vivaio a radice nuda e microinnesti.Il laboratorio costituisce il cuore di tutta l’attività di Vitroplant e comprende un laboratorio per la preparazione dei substrati di coltura, una sala di sterilizzazione con autoclavi industriali, la sala bianca di raffreddamento, la sala lavatrice industriale vasi, la sala cappe a flusso laminare, le sale di coltura, le sale di trapianto, i frigoriferi per la conservazione del germoplasma «in vitro» e i materiali necessari per la produzione ordinaria. I dati più significativi del laboratorio Vitroplant sono così riassunti: 70 posti cappa, 9 sale di coltura per una capacità complessiva di 200 mila vasi, una produzione annuale di 20 milioni di piante, con una potenzialità che può essere anche di gran lunga maggiore. L’area serre comprende circa 30 mila metri quadrati di serre di ambientamento automatiche, delle quali 11 mila metri quadri completamente monitorati, ombrai di indurimento dei quali 3.500 metri quadrati con protezione anti-insetto.L’area vivaio si estende invece su una superficie di circa 100 ettari in pieno campo in area protetta. Fra le ricerche più recenti alle quali Vitroplant ha reso parte attiva, con risultati davvero incoraggianti, ci sono la micropropagazione del nocciolo e da ultimo dell’olivo.
Piante sempre più resistenti e sempre meno attaccabili da insetti e parassiti sono il desiderio di tutta la filiera agroalimentare, ma anche una delle poche certezze in un contesto globale, ed economico, sempre più turbato da guerre e devastazioni climatiche. Per questo il lavoro portato avanti da questa realtà che è nata ormai più quarant’anni fa in Emilia-Romagna è una grande risorsa per l’Italia e per il mondo.

In questi laboratori nate le prime piante di kiwi, pero, pesco, albicocco e vite autoradicate. Poi prodotti quali l’Actinidia K, e l’impollinatore P1.

Il team in prima linea
Nella foto sopra, da sinistra: Katiuscia Zuccherelli, microbiologa che dirige i laboratori di Vitroplant, Orlano Navacchi, Giuseppe Zuccherelli, tra i pionieri del settore, Massimo Bastianelli, Alessandra Patti, Vita Capaccio. La coltura «in vitro» rappresenta uno strumento al servizio del vivaismo e della certificazione genetico-sanitaria, ma anche della filiera agroalimentare.Ricerca e sviluppo
Si scrive micropropagazione e si legge futuro. È una tecnica di propagazione vegetativa, effettuata in sterilità, cioè in ambiente sterile e normalmente su vetrini con agar-agar, che consente di propagare in maniera molto veloce e in grande quantità le specie vegetali. Con questo sistema si ottengono piantine radicate, uniformi sotto il profilo morfologico e identiche dal punto di vista genetico. Grazie a questa tecnica è possibile moltiplicare varietà auto radicate e piante difficili da propagare con i metodi tradizionali.

Articolo tratto da QN Economia e lavoro (Quotidiano 11-12-2023)